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Cinque motivi per rimettere in discussione i test delle intolleranze alimentari

14 luglio, 2017 , ,

I test d’intolleranza alimentare costano sui 300 euro e esaminano all’incirca 250 alimenti per determinare le tue eventuali intolleranze. Ci sembra necessario sensibilizzare i milioni di consumatori ben intenzionati che pensano che sbarazzandosi delle « intolleranze alimentari nascoste », il loro corpo si sbarazzerà di tutti i suoi problemi, come i disturbi digestivi, il mal di testa, i dolori cronici o anche dei problemi di peso.

Oggi, voglio elencare i cinque motivi che mi fanno dubitare di questi test pseudoscientifici, e spiegare perché dovrebbero essere rimessi in questione.

Prima di cominciare, è necessario chiarire un paio di cose: le allergie alimentari sono molto diverse dalle intolleranze! Una persona può essere intollerante al lattosio, ma non significa che sia allergica al latte.

Allergia Alimentare Intolleranza Alimentare
Definizione Reazione del sistema immunitario potenzialmente mortale. Reazione non immunitaria. Il termine designa gli alimenti che il corpo ha difficoltà a tollerare in quantità variabili.
Esempi Allergie alle arachidi, latte, uova, ecc. L’intolleranza al lattosio o le persone con sindrome del colon irritabile che seguono un’alimentazione a basso contenuto di FODMAP.
Diagnosi Un allergologo (medico specialista in immunologia) esaminerà la tua anamnesi e ti sottoporrà a dei test cutanei alla ricerca di anticorpi IgE. Nessun esame del sangue convalida la diagnosi di una intolleranza alimentare. Si può tenere un diario alimentare, eliminare alcuni alimenti, o fare una prova respiratoria all’idrogeno per scoprire l’intolleranza al lattosio.

Cinque motivi per rimettere in questione i test delle intolleranze alimentari:

1. I test degli anticorpi IgG non hanno solide basi scientifiche.

Quando il nostro corpo viene esposto a degli alimenti, diversi anticorpi (proteine, cerate dal sistema immunitario) vengono prodotte. Gli anticorpi possono essere suddivisi in cinque gruppi, hanno funzioni differenti e si situano in parti diverse del corpo.

Se il corpo produce degli anticorpi IgE in reazione ad un alimento, può trattarsi di un’allergia. Ad esempio, se Tizio è allergico alle arachidi, il suo corpo produrrà degli anticorpi IgE in reazione alle proteine delle arachidi e potrebbe provare immediatamente dei sintomi come l’orticaria, vomito, sibili respiratori o una riduzione della pressione sanguigna. I test degli anticorpi IgE sono validati scientificamente per la diagnosi di allergie alimentari.

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I test delle intolleranze alimentari da parte loro ricercano degli anticorpi IgG e associano la loro presenza ad una intolleranza. Eppure l’anticorpo IgG è il più diffuso nel corpo e non è mai stato scientificamente provato che sia legato ad un’intolleranza alimentare! Come dato di fatto, numerosi studi hanno dimostrato che gli anticorpi IgG si possono manifestare per l’esposizione a certi alimenti (in inglese: quiquiqui). Di conseguenza ci sono numerosi « falsi » risultati positivi con la presenza di IgG in reazione ad un alimento che si è abituati ad assumere. Produrre degli anticorpi IgG in reazione ad un alimento non è una risposta negativa, dimostra al contrario che lo si tollera. Ad esempio, dei bambini con una reale allergia (con reazione degli anticorpi IgE) sono più suscettibili di tollerare gli alimenti che gli provocano gli anticorpi IgG (in inglese: quiqui). Allo stesso modo, un aumento degli anticorpi IgG è associato ad una maggiore tolleranza di agenti allergeni durante le sedute di immunoterapia (che consiste nel ricevere delle piccole quantità di un allergene per aumentare la propria tolleranza) (in inglese: quiqui).

Leggi la critica dei test d’intolleranze alimentari IgG  (in inglese) scritta dalla Canadian Society of Allergy and Clinical immunology (in inglese).

2. Delle false promesse

Questi test sfruttano la fiducia dei consumatori; senza ricerche solide per sostenere le loro innumerevoli affermazioni (anche sul sito internet del produttore). Con le migliori intenzioni, i consumatori preoccupati per la loro salute potrebbero essere indotti in errore e convinti ad acquistare questi costosi test. Dopotutto, hanno fiducia in coloro che ne fanno pubblicità – esperti di salute alternativa, palestre e persino certe farmacie.

Guardate qui come Elisa Biotechnologies (in inglese) ne reclamizza i vantaggi per la salute e come Hemocode System (in inglese) insinua che continuando a mangiare degli alimenti a cui si è « intolleranti », si potrebbero sviluppare dei disturbi come mal di testa, stanchezza cronica, disturbi della digestione, fibromi algia, psoriasi, acne, diarrea e stitichezza. Ecco un consiglio: se nessuna ricerca scientifica supporta un prodotto, il produttore utilizzerà spesso delle testimonianze o degli studi di casi tipo per sostenere le sue affermazioni.

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3. La mancanza di miglioramenti dei sintomi.

Con tutti questi soldi e questo tempo investiti in centinaia di test, si potrebbe almeno sperare di stare meglio. E invece no! In questo studio (in inglese) pubblicato nell’International Archives of Allergy and Immunology, il 62% dei pazienti mostravano degli anticorpi IgG in reazione a un certo numero di alimenti, principalmente le uova, il latte, la caseina o il grano. Tuttavia, nessuno dei pazienti positivi agli anticorpi IgG ha mostrato una reazione, immediata o differita, a questo alimento nel contesto di un test cieco che includeva dei placebo.

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La maggior parte delle volte, queste persone mangiavano tali alimenti senza alcun problema di tolleranza. Bisogna tenere a mente che la presenza di anticorpi IgG nel sangue indica che il corpo ha sviluppato una tolleranza a questo alimento. Nemmeno questa ricerca  (in inglese) ha potuto dimostrare alcun beneficio del test IgG per i pazienti affetti dalla sindrome del colon irritabile.

4. Delle restrizioni alimentari inutili.

In qualità di dietologa-nutrizionista, ho visto numerosi clienti completamente sopraffatti dalle loro liste di « intolleranze alimentari ». Non sanno più cosa mangiare e hanno eliminato parecchi alimenti sani dalla loro alimentazione. Altre persone che hanno fatto i test hanno smesso di seguire le loro indicazioni per via delle eccessive restrizioni e della mancanza di un miglioramento dei loro sintomi. Più preoccupante ancora, il fatto che molti bambini o pazienti affetti da malattie gravi (insufficienza renale, in trattamento per il cancro) hanno visto impoverire la loro dieta alimentare in modo rigoroso sulla base dei test IgG. Queste persone vulnerabili sono suscettibili di non ricevere gli apporti nutrizionali adeguati alla loro situazione per mantenere o migliorare il proprio stato di salute.

5. Occorre essere critici !

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Oggi il consumatore è travolto dalle informazioni sulla salute e i consigli sull’alimentazione. Ma tutte queste informazioni non sono sempre vere o approvate scientificamente e diramate dalle autorità competenti. Per evitare di ritrovarti con 20 pagine di intolleranze alimentari grazie a un costoso test, parla piuttosto dei tuoi dubbi con un operatore sanitario. Consulta un allergologo se pensi di soffrire di allergie o intolleranze alimentari. Consulta uno specialista per tutti gli altri problemi. Se soffri di disturbi digestivi come dolori addominali, gonfiori, stitichezza o diarrea, potresti essere intollerante ad alcuni alimenti, ed è preferibile consultarsi con un nutrizionista specializzato nella digestione.

Lavorare con un nutrizionista ti permetterà di scoprire le tue intolleranze alimentari a partire da un processo di eliminazione degli alimenti e di studio dei tuoi sintomi.

Per farla breve:

Questi test sanguigni sono cari, non sono scientificamente validati (in inglese), non sono affidabili e non dovrebbero essere utilizzati come strumento diagnostico. Gli anticorpi IgG sono legati alle tolleranze alimentari e le diete restrittive possono mettere la tua salute in pericolo. D’altronde, i consumatori devono capire che i test IgG non sono il rimedio a tutti i loro mali.

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Autori

Andrea D'Ambrosio

Andrea D’Ambrosio

Registered Dietitian, RD at Dietetic Directions

Andrea è una nutrizionista, fondatrice di Dietetic Directions, un’impresa che offre consulenze sulla nutrizione. La missione di Andrea è quella di ispirare e di motivare i propri clienti affinché adottino in modo duraturo delle sane abitudini di vita. E’ specializzata nell’ambito delle allergie e ipersensibilità, oltre che nel coaching motivazionale per il cambiamento delle abitudini.

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