Cosa mangiare e cosa evitare in caso di gotta?

3 aprile, 2019 ,

Questo articolo è stato scritto originariamente il 1 aprile 2019 e completamente aggiornato il 21 settembre 2020.

La gotta è una malattia correlata all’artrite, conosciuta ormai da diversi secoli: in effetti la gotta viene anche chiamata la malattia dei re, poiché è associata a un’alimentazione ricca di grassi, proteine animali e alcol, che un tempo erano esclusivo appannaggio di nobili e ricchi. Le raccomandazioni alimentari e le diete per la gotta che è possibile reperire in rete possono sembrare piuttosto drastiche, tanto più che non sempre queste raccomandazioni sono supportate da prove scientifiche. E allora, che fare? È possibile adottare dei cambiamenti riguardo all’alimentazione e allo stile di vita?

Che cos’è la gotta?

Come abbiamo detto poco fa, la gotta è una forma di artrite caratterizzata da un disordine del metabolismo purinico che ostacola l’eliminazione dell’acido urico. Gli attacchi di gotta sono degli episodi periodici in cui il sistema immunitario attacca gli accumuli di acido urico nelle articolazioni. Le articolazioni più spesso interessate sono quelle delle dita dei piedi, delle caviglie e delle ginocchia.

Lo sviluppo della gotta è legato a cause multifattoriali. In effetti la genetica, il sovrappeso, l’assunzione di certi medicinali (ad esempio i diuretici), la ridotta funzione renale e le cattive abitudini di vita sono tutti fattori che possono concorrere allo sviluppo di questa malattia.

Spesso la gotta è associata ad altre malattie correlate (comorbilità) come il diabete, l’obesità, la dislipidemia, l’ipertensione e l’ipergliceridemia. La presa in carico nutrizionale della gotta deve quindi comprendere anche la gestione di queste altre malattie.

Raccomandazioni nutrizionali

Sebbene la dieta da sola non possa provocare o curare la gotta, alcuni alimenti e abitudini di vita possono modificare il rischio di sviluppare questa malattia. I farmaci associati a delle buone abitudini alimentari possono essere il modo migliore per trattare la gotta.

Ecco alcune raccomandazioni da seguire:

1- Limitare il consumo di alcolici, soprattutto di birra, a un massimo di una consumazione al giorno. Durante un attacco di gotta è meglio evitare di bere alcolici perché aumenta il livello di acido urico nell’organismo.

2- Limitare il consumo di alimenti ricchi di purine. Fate soprattutto attenzione alle dimensioni e alla frequenza delle vostre porzioni di proteine animali, e ricordatevi di includere le proteine vegetali (edamame, tofu, ceci, lenticchie…).

Le fonti vegetali di purine come i legumi e alcune verdure (asparagi, cavolfiori, spinaci e funghi), sebbene ricche di purine, avrebbero un effetto protettivo perché ridurrebbero il livello di acido urico nell’organismo.

Tra gli alimenti molto ricchi di purina, da consumare con moderazione, troviamo:

  • Alcuni pesci, frutti di mare e crostacei, tra cui acciughe, sardine, aringhe, cozze, merluzzi, capesante, trote ed eglefini (asinelli);
  • Alcune carni, come pancetta, tacchino, vitello, cervo e frattaglie.

3- Limitare i cibi e i pasti ricchi di grassi, soprattutto quelli saturi (cibo da fast food, fritti, latticini con alto tenore di grassi, ecc.) in quanto riducono la capacità di eliminare l’acido urico.

4- Mangiare frutta e verdura ricche di vitamina C come peperoni rossi, broccoli, arance, kiwi, manghi, fragole. Potrebbero aiutare a ridurre il livello di acido urico.

5- Mangiare cibi ricchi di omega 3. Troverete questi acidi grassi in alcuni pesci, come il salmone e il tonno, di cui si consiglia di mangiare 2 porzioni di 100g a settimana.
Potete anche soddisfare le vostre esigenze nutrizionali mangiando ogni giorno semi di lino macinato o di chia, oltre a noci.
Questi acidi grassi contribuiscono a diminuire l’infiammazione e a ridurre il rischio di gotta. Non ci sono prove che l’assunzione di integratori abbia un effetto comparabile.

6- Limitare il consumo di bevande zuccherate, succhi di frutta e alimenti trasformati per ridurre l’assunzione di fruttosio aggiunto.

7- Mantenere un buon livello di idratazione bevendo da 1,5 a 2 litri di acqua al giorno per evitare che l’urina diventi troppo concentrata.

8- Raggiungere e/o mantenere un peso sano. Una persona che soffre di gotta e di sovrappeso potrebbe vedere diminuire la frequenza degli attacchi in seguito alla perdita di peso.

9- Adottare uno stile di vita attivo: gli adulti dovrebbero praticare almeno 150 minuti di attività fisica aerobica alla settimana con un’intensità variabile da moderata a elevata in sessioni di almeno 10 minuti.

Qualche precisazione:

Spesso si legge che le ciliegie potrebbero contribuire a ridurre il rischio di recidiva. Attualmente non sembrano esserci prove scientifiche a supporto di questa tesi.

In base alle ultime linee guida cliniche del 2020, l’integrazione di vitamina C non dovrebbe più essere raccomandata. Va notato che le persone a rischio o con un’anamnesi di calcoli renali dovrebbero evitare di assumere integratori.


Fonti

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Autori

Jef L'Ecuyer

Jef L’Ecuyer

Registered Dietitian, RD at SOScuisine.com

Dt.P., Nutrizionista
Nutrizionista/dietista, membro dell’OPDQ e dei Dietisti del Canada, Jef propone una visione semplice, efficace e pratica riguardo la pianificazione dei pasti quotidiani.

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