Cosa mangiare e cosa evitare in caso di gotta?

3 aprile, 2019 ,

La gotta è una malattia correlata all’artrite, conosciuta ormai da diversi secoli: in effetti la gotta viene anche chiamata la malattia dei re, poiché è associata a un’alimentazione ricca di grassi, proteine animali e alcol, che un tempo erano esclusivo appannaggio di nobili e ricchi. Le raccomandazioni alimentari e le diete per la gotta che è possibile reperire in rete possono sembrare piuttosto drastiche, tanto più che non sempre queste raccomandazioni sono supportate da prove scientifiche. E allora, che fare? È possibile adottare dei cambiamenti riguardo all’alimentazione e allo stile di vita? Certamente! Ecco cosa è consigliabile fare.

Che cos’è la gotta?

Come abbiamo detto poco fa, la gotta è una forma di artrite caratterizzata da un disordine del metabolismo purinico che ostacola l’eliminazione dell’acido urico. Gli attacchi di gotta sono degli episodi periodici in cui il sistema immunitario attacca gli accumuli di acido urico nelle articolazioni. Le articolazioni più spesso interessate sono quelle delle dita dei piedi, delle caviglie e delle ginocchia.

Lo sviluppo della gotta è legato a cause multifattoriali. In effetti la genetica, il sovrappeso, l’assunzione di certi medicinali (ad esempio i diuretici), la ridotta funzione renale e le cattive abitudini di vita sono tutti fattori che possono concorrere allo sviluppo di questa malattia.

Spesso la gotta è associata ad altre malattie correlate (comorbilità) come il diabete, l’obesità, la dislipidemia, l’ipertensione e l’ipergliceridemia. La presa in carico nutrizionale della gotta deve quindi comprendere anche la gestione di queste altre malattie. Troverete ulteriori dettagli nella sezione “Cosa mangiare durante i periodi di latenza”.

Cosa mangiare nei periodi di crisi

Se avete già fatto qualche ricerca, vi sarete sicuramente imbattuti in diverse liste di alimenti ricchi di purine che devono essere per sempre eliminati dall’alimentazione… In realtà non è assolutamente così. Nonostante sia vero che durante i periodi attivi (attacchi di gotta) occorre limitare gli alimenti ricchi di purine (vedere la lista qui sotto), non è necessario farlo tra un attacco e l’altro (periodi di latenza).

I principali alimenti molto ricchi di purine sono:

  • Acciuga
  • Animelle
  • Aringa
  • Capesanta
  • Cervello
  • Cuore
  • Estratti di carne e salse a base di carne
  • Fegato
  • Gambero
  • Rognone
  • Sardina
  • Selvaggina
  • Sgombro

Oltre a limitare l’assunzione di purine, occorre anche idratarsi correttamente, evitando il più possibile l’alcol (massimo 1 consumazione al giorno per le donne e 2 consumazioni al giorno per gli uomini), ed evitare gli alimenti e le pietanze ricche di grassi (fast food, fritti, prodotti caseari molto grassi, ecc.).

Cosa mangiare durante I periodi di latenza

Poiché le abitudini di vita rappresentano un fattore importante nello sviluppo della gotta e per la gestione degli attacchi acuti, è sicuramente vantaggioso cercare di migliorarle già dal primo periodo di crisi. Le buone abitudini da adottare sono:

  • Limitare il consumo di alcol, soprattutto di birra
  • Raggiungere o mantenere il proprio peso forma
  • Ridurre il consumo di zuccheri aggiunti, soprattutto di fruttosio, assunti con succhi, bevande zuccherate, dolciumi, ecc.
  • Chi consuma prodotti caseari dovrebbe preferire quelli a basso contenuto di grassi, rispetto a quelli interi

Fonti

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Autori

Jef L'Ecuyer

Jef L’Ecuyer

Registered Dietitian, RD at SOScuisine.com

Dt.P., Nutrizionista
Nutrizionista/dietista, membro dell’OPDQ e dei Dietisti del Canada, Jef propone una visione semplice, efficace e pratica riguardo la pianificazione dei pasti quotidiani.

Jef L'Ecuyer

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