La dieta a basso contenuto di FODMAP e i fruttani

11 agosto, 2020 ,

Chi soffre di intestino irritabile avrà sicuramente sentito parlare della dieta a basso contenuto di Fodmap. Questa dieta è suddivisa in 3 fasi. Si inizia con la fase di eliminazione, durante la quale si eliminano dalla dieta per un periodo di 2-6 settimane le 6 famiglie di carboidrati (fruttosio, lattosio, GOS, fruttani, mannitolo e sorbitolo) che possono essere la causa del disagio digestivo. In seguito, quando i sintomi sono scomparsi, si procede con la fase di reintroduzione, che dura circa 7 settimane. Lo scopo di questa fase è quello di testare la tolleranza personale alle diverse famiglie di Fodmap. Ogni settimana si deve reintrodurre un alimento appartenente a una famiglia di Fodmap. In questo modo è possibile identificare la famiglia (o le famiglie) a cui il nostro sistema digestivo reagisce. Una volta identificati i responsabili si procede con la fase di mantenimento, durante la quale occorre escludere dalla dieta solo le famiglie che causano i sintomi digestivi.

Oggi concentreremo la nostra attenzione su una famiglia di Fodmap: i fruttani.


Che cosa sono i fruttani?

I fruttani vengono definiti “oligosaccaridi”, ossia catene di zuccheri costituite da più molecole di zuccheri semplici (monosaccaridi), in questo caso fruttosio, con una molecola di glucosio.
Non esiste un singolo fruttano, ma una famiglia composta da un numero variabile di molecole, unite in diversi modi.
I fruttani sono suddivisi in 2 categorie:

  • quelli costituiti da catene più corte (da 2 a 9 unità) chiamati frutto-oligosaccaridi.
  • quelli con catene più lunghe (10 unità e più) chiamati inulina.

Perché è così difficile digerire i fruttani?

Gli esseri umani non possono produrre gli enzimi in grado di rompere i legami tra gli zuccheri che compongono i fruttani, perciò il nostro intestino non può assimilarli. Di conseguenza i fruttani arrivano integri fino al colon, dove i batteri presenti li fanno fermentare, causando gas, gonfiore e stitichezza nelle persone affette da SCI.

D’altro canto, nelle persone che non soffrono della sindrome del colon irritabile, i fruttani favoriscono la crescita di batteri buoni nel colon.

Perché i fruttani sono così complessi?

Non solo i fruttani possono assumere molte forme, ma un singolo alimento può contenere molti tipi di fruttani. Oltre a ciò si trovano in quantità variabile in una grande varietà di alimenti: cereali (grano, segale, orzo…), aglio e cipolle, frutta e verdura (barbabietola, zucchine, pesca bianca, mirtilli…). Ecco perché 148g di pasta di grano cotta sono considerati una porzione ricca di fruttosio, allo stesso modo di uno spicchio d’aglio di soli 3g.

Questo spiega perché nel caso della famiglia dei fruttani è necessario fare diversi test di reintroduzione. Come minimo dovrete fare un test per i cereali e almeno uno per l’aglio e la cipolla. È anche consigliabile fare i test di frutta e verdura. Questi test vi permetteranno di definire meglio a quali alimenti reagite e in quali quantità. Infatti potreste tollerare i fruttani in alcuni alimenti e non in altri.

È vero che i fruttani sono presenti in quasi tutti gli alimenti?

In effetti, oltre che in alcuni cereali, frutta e verdura, aglio e cipolle, i fruttani si trovano anche nei prodotti lavorati in commercio, soprattutto sotto forma di inulina. Per aiutarvi a trovarli vi invito a leggere questo articolo.

Quali sono le differenze tra fruttani e glutine?

I fruttani sono presenti negli stessi cereali che contengono il glutine: grano, orzo, segale e farro. Come abbiamo visto i fruttani sono dei carboidrati, mentre il glutine è una proteina. Per questa ragione si potrebbe pensare erroneamente di avere un’intolleranza al glutine, quando invece sono i fruttani i veri responsabili. Ecco un articolo interessante per saperne di più.

Se soffrite di disturbi digestivi vi consiglio di consultare un nutrizionista specializzato che vi aiuterà a ridurli e a migliorare la vostra qualità di vita.

*I FODMAP sono dei glucidi che fermentano nell’intestino, in parte responsabili dei sintomi nelle persone che soffrono di colon irritabile. Per maggiori informazioni, leggete quest’articolo.


Fonti

  • Monash University. Fructans and FODMAP reintroduction. June 2020.
  • Monash University. What are the oligos? March 2016
  • Fedewa, A., & Rao, S. S. (2014). Dietary fructose intolerance, fructan intolerance and FODMAPs. Current gastroenterology reports, 16(1), 370.
  • Skodje, G. I., Sarna, V. K., Minelle, I. H., Rolfsen, K. L., Muir, J., Gibson, P. R., … & Lundin, K. E. A. (2017). Fructan, and not gluten, as symptom trigger in self-reported non-celiac gluten sensitivity. Gastroenterology.
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Autori

Jennifer Morzier

Jennifer Morzier

Dietista-Nutrizionista membro dell’Albo professionale dei dietisti-nutrizonisti del Québec (OPDQ) , Jennifer è specializzata sia in nutrizione sportiva che in problematiche gastrointestinali, tra cui la dieta FODMAP. Jennifer propone una visione semplice, efficace e pratica riguardo la pianificazione dei pasti quotidiani.

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