Helicobacter pylori (H. pylori) e alimentazione

1 giugno, 2022 ,

L’Helicobacter pylori è un batterio presente nella saliva e nelle feci. Può essere trasmesso attraverso un bacio, stringendo la mano a una persona che non si è lavata correttamente, oppure mangiando o bevendo cibo o acqua contaminati. È la causa principale delle ulcere gastriche. I batteri si moltiplicano nella mucosa dello stomaco e del duodeno, danneggiando il tessuto gastrico e provocando gastrite e/o ulcera peptica. Se non viene trattato, aumenta il rischio di cancro allo stomaco.


L’infezione è più diffusa nei Paesi in via di sviluppo e tra i bambini piccoli. Le persone che non hanno accesso ad acqua pulita o a servizi igienici adeguati sono a maggior rischio di contrarre l’helicobacter. Si stima che circa 25 milioni di Italiani siano affetti da H. pylori, ma nella maggior parte degli individui l’infezione non provoca sintomi. In genere, con il progredire dell’infezione, i pazienti accusano un maggior numero di sintomi. I sintomi possono includere mal di stomaco (più spesso entro poche ore dal pasto e durante le ore notturne), nausea, vomito, feci scure ( presenza di sangue nelle feci), dispepsia ( eruttazioni), perdita di appetito e perdita di peso non intenzionale.

L’infezione può essere diagnosticata mediante un test del respiro, con un campione di feci o con un’endoscopia. Il trattamento dell’infezione da helicobacter prevede l’uso di antibiotici in associazione a farmaci inibitori della pompa protonica (IPP). Non esiste ancora un vaccino per prevenire questa infezione, ma sono in corso studi per svilupparlo.

Helicobacter e alimentazione

Per prevenire le infezioni è importante evitare il consumo di acqua non potabile e adottare una corretta igiene delle mani. Anche alcune abitudini alimentari sono state associate a un aumento o a una diminuzione del rischio di helicobacter.

Una dieta ricca di alimenti vegetali non trasformati (frutta, verdura, cereali integrali, frutta a guscio, semi e legumi) è associata a un rischio ridotto di helicobacter. Diversi studi indicano che la vitamina C contenuta nella frutta e nella verdura può ridurre il rischio di cancro allo stomaco e prevenire la progressione dell’infezione. Anche i polifenoli contenuti nei frutti di bosco (mirtilli, lamponi, fragole, more), nel miele, nei grassi insaturi omega-3, nell’olio d’oliva, nella curcumina (presente nella curcuma) e nell’aglio sono stati studiati per i loro potenziali effetti protettivi.

Al contrario, una dieta ricca di sodio, cereali raffinati, carni rosse, carni lavorate, zuccheri aggiunti e cibi essiccati, sottaceto o affumicati è associata a un aumento del rischio di helicobacter. Anche un consumo eccessivo di alcol può aumentare il rischio di questa infezione.

Gli isotiocianati possono svolgere un’attività battericida contro l’helicobacter. Si tratta di composti presenti nelle verdure brassiche, come broccoli, ravanelli e cavoli. Un tipo di isotiocianato chiamato sulforafano si trova in alte concentrazioni nei broccoli e in concentrazioni ancora maggiori nei germogli di broccoli. In uno studio che ha coinvolto 48 pazienti asintomatici con infezione confermata da helicobacter, il consumo quotidiano di 70 g di germogli di broccoli per 2 mesi ha determinato una riduzione significativa della colonizzazione batterica rispetto al placebo.

La relazione tra il consumo di alimenti fermentati e l’helicobacter rimane controversa. Questi alimenti contengono infatti probiotici che possono esercitare un’azione protettiva, ma anche nitrosammine che possono aumentare il rischio di cancro gastrico.

Anche alcuni ceppi di probiotici possono essere efficaci. Una revisione sistematica di cinque studi randomizzati e controllati, che hanno coinvolto un totale di 1307 soggetti, ha dimostrato che l’aggiunta del probiotico Sacharomyces Boulardii al trattamento medico dell’helicobacter è stata associata a un aumento del tasso di eradicazione e a una diminuzione dell’incidenza di effetti collaterali gastrointestinali.

Conclusione

In conclusione, per prevenire lo sviluppo dell’infezione da helicobacter è indicata una dieta sana ed equilibrata, che includa molti alimenti di origine vegetale, e che limiti gli alimenti trasformati e il sodio. Le diete di SOSCuisine, tutte basate sulla dieta mediterranea e personalizzabili in base alle singole allergie, intolleranze e preferenze, possono aiutarvi a ottimizzare la vostra alimentazione.

Fonti

1. Hooi et coll. (2017) Global Prevalence of Helicobacter pylori Infection: Systematic Review and Meta-Analysis. Gastroenterology; 153(2): 420-29.

2. Chu et coll. (2019) Dietary patterns and Helicobacter pylori infection in a group of Chinese adults ages between 45 and 59 years old. Medicine; 98(2):e14113.

3. Rueda-Robles et coll. (2021) Impact of Dietary Patterns on H. pylori Infection and the Modulation of Microbiota to Counteract Its Effect. A Narrative Review. Pathogens; 10(7): 875.

4. Haley et Gaddy (2016). Nutrition and Helicobacter pylori: Host Diet and Nutritional Immunity Influence Bacterial Virulence and Disease Outcome. Gastroenterology Research and Practice; Volume 2016, Article ID 3019362, 10 pages.

5. Holubium et Imiela (2016) Diet and Helicobacter pylori infection. Prz Gastroenterol; 11(3): 150–154.

6. Yanaka et coll. (2009). Dietary sulforaphane-rich broccoli sprouts reduce colonization and attenuate gastritis in Helicobacter pylori-infected mice and humans. Cancer Prev Res (Phila); 2:353–60.

7. Zaidi et coll. (2017) Can Diet Modulate Helicobacter pylori-associated Gastric Pathogenesis? An Evidence-Based Analysis. Nutrition and Cancer; 69(7):979-89.

Autori

Kathryn Adel
Kathryn è titolare di una laurea in kinesiologia e una in alimentazione, e di un master in alimentazione sportiva. È membro dell’OPDQ e dell’Academy of Nutrition and Dietetics. Atleta di mezzofondo, ha corso per la squadra olimpica di Montréal e il Rouge et Or. Kathryn è specializzata in alimentazione sportiva, perdita di peso, diabete, salute cardiovascolare e gastrointestinale. Kathryn ha molta esperienza con l'approccio FODMAP e ha completato la certificazione dell'Università Monash.

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