Insufficienza renale cronica e alimentazione

1 dicembre, 2022

Il tuo medico ti ha detto che hai una malattia renale cronica e vorresti sapere come modificare la tua dieta? Ecco alcuni consigli per guidarti! Si noti che i seguento consigli non si applicano alle persone che sono in trattamento di dialisi.

L’insufficienza renale cronica (IRC o CKD dall’inglese “Chronic Kidney Disease“) è una sindrome caratterizzata da anomalie strutturali e funzionali dei reni presenti per più di tre mesi con conseguenze specifiche per la salute. L’insufficienza renale cronica viene classificata in quattro stadi in base al valore della velocità di filtrazione glomerulare (VGF o GFR). L’IRC è fortemente prevalente (10-13% della popolazione), irreversibile e progressiva, ed associata con un elevato rischio cardiovascolare.

Le cause principali di insufficienza renale cronica includono il diabete, l’ipertensione arteriosa, patologie acute e infiammatorie a carico del rene e patologie autoimmuni. Spesso le persone rimangono asintomatiche finché le complicazioni arrivano a stadi avanzati. L’obiettivo dei trattamenti medico e dietetico è conservativo e teso ad evitare la dialisi o un possibile trapianto di reni.

Trattamento dietetico

Il trattamento dietetico del paziente con IRC in fase conservativa ha tre obiettivi principali:

  • Rallentare la progressione dell’IRC
  • Prevenire e controllare le alterazioni metaboliche dell’IRC (tra cui, ad esempio, anemia, patologie a carico delle ossa e patologie cardiovascolari)
  • Raggiungere e mantenere uno stato nutrizionale soddisfacente

Sono stati analizzati diversi approcci dietetici, ma quelli considerati più efficaci sono la dieta mediterranea e la dieta vegetariana. Questi tipi di alimentazione sono consigliati per migliorare il profilo lipidico, controllare la pressione arteriosa e l’acidosi metabolica – ovvero quella condizione caratterizzata da un eccesso di acidi rispetto alle sostanze basiche, in questo caso specifico dovuto alla ridotta funzionalità renale. Un’alimentazione ricca di alimenti animali può far aumentare l’acidosi metabolica e altre complicanze metaboliche.

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Autori

Antonella Giordano
Ha una laurea specialistica in Biologia del comportamento (Università di Firenze), un master universitario di II livello in Alimentazione ed Educazione (Università di Bologna) e una laurea specialistica in Scienze dell'alimentazione (Università di Genova). E’ membro dell’Ordine dei Biologi (ONB) dal 2013 e socia SINU. Appassionata di tematiche di psico-nutrizione, il suo obiettivo è quello di far trovare un equilibrio e un rapporto sano e corretto con il cibo e con il proprio corpo, non dimenticando mai che la scelta di quello che mangiamo è un atto importante per noi stessi, per chi ci circonda e per il mondo che ci ospita.

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