Mangiare biologico riduce il rischio di cancro?

30 aprile, 2019 ,

La crescente presenza di alimenti biologici disponibili sul mercato suscita interesse, ma anche parecchi interrogativi. Uno studio pubblicato di recente indica che il consumo di alimenti biologi è associato a un ridotto rischio di cancro. Gli alimenti biologici sono davvero migliori per la salute? Ecco il punto sull’argomento!

Uno studio prospettico pubblicato di recente nella rinomata pubblicazione scientifica JAMA, si è interessato alla relazione tra gli alimenti biologici e il rischio di cancro. Per 7 anni sono stati presi in esame 68.946 adulti di nazionalità francese, che dovevano riferire con quale frequenza consumavano degli alimenti biologici in 16 diverse categorie alimentari. I ricercatori hanno osservato che un consumo più frequente di alimenti biologici era associato a una riduzione del rischio di cancro pari a circa il 24%.

Nel 2014 il British Journal of Cancer ha pubblicato un altro studio sullo stesso argomento, condotto su 623.080 donne britanniche seguite nell’arco di 9.3 anni. In questo studio il consumo di alimenti biologici è stato associato a una riduzione del 21% del rischio di malattia di Hodgkin (cancro del sistema linfatico) nelle donne che hanno riferito di aver consumato per la maggior parte del tempo degli alimenti biologici, rispetto alle donne che hanno riferito di non averne mai consumato. Il consumo di alimenti biologici non era tuttavia associato a una riduzione del rischio per gli altri tipi di cancro. Di fatto i soggetti hanno riferito di aver consumato alimenti biologici all’inizio dello studio, ma non è noto se il loro consumo è rimasto stabile anche nei restanti anni dell’indagine. Inoltre i risultati sono basati sull’ipotesi che il consumo autodichiarato di alimenti biologici sia un indicatore affidabile dell’esposizione ai pesticidi. Gli studi quindi non hanno misurato direttamente il tasso di pesticidi rilevati nei soggetti, sottoponendoli ad esempio a esame delle urine.

Cosa garantisce la denominazione “Biologico”?

Gli alimenti definiti biologici devono essere stati coltivati in un ambiente privo di pesticidi, erbicidi e concimi chimici, e non devono essere modificati geneticamente. Questa certificazione non permette nemmeno l’utilizzo di ormoni e antibiotici. I prodotti lavorati non devono contenere aromi artificiali, coloranti, additivi o conservanti chimici. Gli animali devono essere allevati in condizioni dignitose, ed essere nutriti con alimenti biologici.

Acquistare alimenti biologici è vantaggioso per la salute?

Una revisione sistematica, che comprendeva 17 studi condotti sugli esseri umani e 223 studi che hanno analizzato il tenore di agenti contaminanti e di nutrienti negli alimenti, nella frutta e nella verdura biologica, ha rivelato in linea generale una presenza di nutrienti simile a quella riscontrata nei prodotti da agricoltura standard, a eccezione dei tassi di fosforo e fenoli, che risultano più elevati negli alimenti biologici. La frutta e la verdura biologica presentano un rischio minore del 30% di contenere residui di pesticidi, rispetto alla frutta e alla verdura da coltivazioni tradizionali. Pertanto, scegliere degli alimenti biologici può ridurre l’assunzione di pesticidi, e favorire la salute del pianeta e di quella degli agricoltori, limitando la loro esposizione a pesticidi ed erbicidi.

Dalle parole ai fatti!

Alcuni tipi frutta e verdura presentano un rischio maggiore di contenere pesticidi. In effetti, l’Environmental Working Group (EWG) pubblica ogni anno una lista detta Dirty Dozen, che recensisce i 12 tipi di frutta e verdura più contaminati da pesticidi. Questa lista si riferisce ovviamente a prodotti reperiti sul mercato americano e non va necessariamente seguita alla lettera per frutta e verdure prodotte in Italia. Ma se il vostro portafoglio non vi consente di acquistare solo prodotti biologici, potrebbe comunque valere la pena di scegliere la versione biologica di questi alimenti in particolare.

Come capire se un alimento è biologico?

In Italia, tutti i prodotti biologici, provenienti da coltivazioni, allevamenti o lavorazione di materie prime, recano la certificazione di enti espressamente autorizzati per l’Italia dal ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. La certificazione biologica copre tutti i livelli della filiera produttiva, seguendo le normative dettate in particolar modo dai regolamenti CE n. 834/2007 e n. 889/2008, relativi agli aspetti tecnici della produzione, dell’etichettatura e dei controlli. A tutela del consumatore, tutti i produttori e i rivenditori di prodotti biologici possono essere soggetti a controlli e ispezioni. Ogni ente autorizzato a rilasciare la certificazione di prodotto biologico ha un codice identificativo che viene stampato sull’etichetta del prodotto assieme al marchio biologico dell’Unione europea, caratterizzato da una foglia verde.


Fonti

  • Baudry et coll (2018) Association of Frequency of Organic Food Consumption With Cancer Risk. Findings From the NutriNet-Santé Prospective Cohort Study. JAMA Intern Med; 178(12):1597-1606.
  • Bradbyry et coll (2014) Organic food consumption and the incidence of cancer in a large prospective study of women in the United Kingdom. Br J Cancer; 110(9): 2321–2326.
  • Smith-Spangler et coll (2012) Are organic foods safer or healthier than conventional alternatives?: a systematic review. Ann Intern Med;157(5):348-66.
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Autori

Kathryn Adel

Kathryn Adel

Kathryn è titolare di una laurea in kinesiologia e una in alimentazione, e di un master in alimentazione sportiva. È membro dell’OPDQ e dell’Academy of Nutrition and Dietetics. Atleta di mezzofondo, ha corso per la squadra olimpica di Montréal e il Rouge et Or. Kathryn è specializzata in alimentazione sportiva, perdita di peso, diabete, salute cardiovascolare e gastrointestinale.

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