Colon irritabile: quando la dieta FODMAP non funziona

4 luglio, 2022 ,

Deficit congenito di sucrasi-isomaltasi (CSID)

Il deficit congenito di sucrasi-isomaltasi (CSID) è una malattia genetica che si verifica quando l’organismo non è in grado di produrre l’enzima sucrasi-isomaltasi, necessario per digerire due tipi di zucchero, il saccarosio e il maltosio. Il saccarosio si trova nella frutta, nello zucchero di canna (zucchero da tavola), nello sciroppo d’acero e in molti alimenti che contengono zuccheri aggiunti, mentre il maltosio si trova negli alimenti amidacei. Storicamente si pensava che fosse una condizione rara che interessava circa lo 0,2% della popolazione, ma nuovi studi suggeriscono che colpisce tra il 2 e il 9% della popolazione. Il malassorbimento del saccarosio provoca in genere sintomi quali gas, gonfiore e diarrea che si manifestano da 90 minuti a 8 ore dopo l’ingestione di alimenti contenenti saccarosio. Spesso i sintomi digestivi possono peggiorare se si segue una dieta a basso contenuto di FODMAP.

La procedura di riferimento per individuare questa condizione è una biopsia dell’intestino tenue con un test speciale che misura l’attività enzimatica. Esiste un breath test all’idrogeno, poco affidabile, ma anche un breath test al carbonio-13 radiomarcato, meno invasivo e relativamente affidabile per rilevare la carenza dell’enzima sucrasi. È anche possibile effettuare a casa un test di provocazione orale al saccarosio, che può dare indicazioni sul fatto che l’intolleranza al saccarosio possa essere o meno un problema. Il trattamento per questa condizione consiste in una restrizione dietetica (molto difficile da seguire) o nell’assunzione di un integratore enzimatico chiamato sacrosidasi (Sucraid®) durante i pasti. Va notato che l’enzima sostitutivo sucrasi favorisce la digestione del saccarosio, ma non dell’amido.

Malassorbimento degli acidi biliari

Il malassorbimento degli acidi biliari, noto anche come diarrea biliare, è la causa di diversi problemi gastrointestinali, il principale dei quali è la diarrea cronica. Colpisce circa l’1% della popolazione. Questa condizione può essere conseguente all’asportazione della cistifellea, ad alcune malattie (morbo di Crohn, pancreatite cronica, resezioni intestinali) o all’uso di alcuni farmaci come la metformina. I sintomi possono manifestarsi in qualsiasi momento (anche di notte) e possono includere gas, dolore addominale, urgenza di defecare, diarrea chiara, carenza di vitamina B12 e perdita di peso inspiegabile. La diarrea può manifestarsi in modo più grave alcune ore dopo aver consumato un pasto ad alto contenuto di grassi e i sintomi di solito peggiorano se si decide di seguire una dieta chetogenica. Si ritiene che fino al 25% delle persone a cui è stata diagnosticata la sindrome del colon irritabile con componente di diarrea (SCI-D) soffra invece di malassorbimento degli acidi biliari. Il trattamento per questa condizione è un farmaco che sequestra gli acidi biliari. Va notato che questo farmaco deve essere assunto con i pasti per essere efficace, e si devono fare delle prove per personalizzare la dose in modo da tenere sotto controllo la diarrea evitando la stitichezza.

Sindrome da alfa-gal

L’alfa-gal (galattosio-α-1,3-galattosio) è una molecola di zucchero presente nella maggior parte dei mammiferi, escluso l’uomo. L’alfa-gal viene trasmessa all’uomo dal morso di una zecca che si è precedentemente nutrita di un altro tipo di mammifero, ad esempio un cervo. L’organismo reagisce alla sostanza estranea con un afflusso di anticorpi IgE, causando i sintomi di una reazione allergica quando l’alfa-gal entra nuovamente nell’organismo dopo l’ingestione di alimenti, farmaci o integratori che la contengono. La risposta allergica ad esempio può essere scatenata dal consumo di carne rossa (compresa la carne di maiale), di latticini o di prodotti che contengono collagene o gelatina. I sintomi compaiono di solito da due a sei ore dopo aver mangiato carne o altri prodotti di mammiferi. I sintomi possono presentarsi come disturbi gastrointestinali, quali dolore addominale, nausea e diarrea, ma possono anche essere molto vari: reazioni cutanee, gonfiori che interessano le vie respiratorie o aree del viso, mal di testa, respiro corto, tosse, naso che cola, starnuti, abbassamento della pressione sanguigna e persino sintomi di anafilassi, che indicano una reazione allergica grave e potenzialmente fatale. La sensibilità a questa allergia varia. In alcuni pazienti la carne o i latticini più magri non scatenano la reazione, mentre in altri il semplice fatto di trovarsi in presenza di carne che viene cucinata può causare i sintomi. Alcuni pazienti possono non avere una reazione ogni volta che vengono esposti all’alfa-gal.

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Autori

Kathryn Adel
Kathryn è titolare di una laurea in kinesiologia e una in alimentazione, e di un master in alimentazione sportiva. È membro dell’OPDQ e dell’Academy of Nutrition and Dietetics. Atleta di mezzofondo, ha corso per la squadra olimpica di Montréal e il Rouge et Or. Kathryn è specializzata in alimentazione sportiva, perdita di peso, diabete, salute cardiovascolare e gastrointestinale. Kathryn ha molta esperienza con l'approccio FODMAP e ha completato la certificazione dell'Università Monash.

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