Cosa mangiare e cosa evitare in caso di calcoli renali?

9 settembre, 2019 ,

2) Limitare il consumo di sodio

Consumare troppo sodio può causare un’eccessiva escrezione di calcio nelle urine da parte dei reni, che potrebbe aumentare il rischio di sviluppare una calcolosi renale. Il linea generale, la quantità di sodio giornaliera raccomandata è di 2000 mg , che equivale solamente a 3/5 di cucchiaio da tè di sale! Gli italiani consumano in media 4,24 g di sodio al giorno, ossia più del doppio dell’apporto quotidiano raccomandato. Sebbene limitare il sale in cucina possa essere utile, non è tuttavia sufficiente, poiché occorre considerare che una buona parte dell’apporto di sale  proviene dai cibi lavorati. La soluzione migliore è quindi quella di eliminare, o quantomeno ridurre il consumo di alimenti lavorati, e di cucinare i propri pasti utilizzando prodotti freschi. Quando acquistate dei prodotti confezionati, leggete sempre l’etichetta per assicurarvi di scegliere un prodotto con un basso tenore di sodio. Preferite i prodotti con meno di 200 mg di sodio (8% o meno), e se possibile con meno di 115 mg di sodio (5% o meno). Fate anche attenzione alle porzioni che consumate.

3) Ridurre il consumo di proteine animali

Le proteine animali possono aumentare il rischio di sviluppare i calcoli renali, facendo aumentare l’escrezione di calcio e riducendo l’escrezione di citrato nell’urina. Pertanto, se consumate troppa carne, potrebbe essere utile ridurre il vostro consumo di proteine animali (carne rossa, pollame, pesce, frutti di mare, uova), e mangiare più spesso dei pasti vegetariani a base di soia o di legumi (almeno due volte a settimana). Se i vostri cristalli sono a base di acido urico, sarebbe utile limitare il consumo di alcol e di purine. Le purine si trovano soprattutto nei frutti di mare, nelle frattaglie e nella selvaggina.

4) Limitare gli apporti di ossalati

Può essere utile limitare gli apporti di ossalati solamente se avete dei cristalli a base di ossalati di calcio, poiché un’alimentazione ricca di ossalati ne può aumentare la produzione urinaria. Gli ossalati sono presenti nella maggior parte degli alimenti di origine vegetale. Poiché questi ultimi sono benefici per la salute, non è consigliabile eliminarli tutti, ma solamente quelli che ne sono molto ricchi. Ecco i sette alimenti che contengono più ossalati: mandorle (e burro di mandorle), arachidi (sono dei legumi, e non frutta a guscio), rabarbaro, spinaci, crusca di frumento, barbabietole e cioccolato. Per una lista completa del contenuto di ossalati dei vari alimenti, potete consultare questo link (in inglese). Occorre tenere a mente che i buoni batteri probiotici si nutrono di ossalati. Perciò, se il vostro microbiota non è bilanciato, consumare degli alimenti ricchi di probiotici come il kefir e alcuni tipi di yogurt può aiutare a ridurre la quantità di ossalati secreti nelle urine.

5) Mantenere il proprio peso forma

Alcuni studi hanno dimostrato che il sovrappeso è associato a un aumento del rischio di calcolosi renale a base di ossalati di calcio e di acido urico. Mantenere il proprio peso forma con un’alimentazione equilibrata e con la pratica regolare di attività fisica può quindi aiutare a ridurre il rischio di calcolosi renale.

6) Mangiare frutta e verdura a sufficienza

Un’alimentazione ricca di frutta e verdura può aiutare a prevenire la formazione dei calcoli renali rendendo l’urina meno acida, e anche grazie al loro contenuto di nutrienti benefici come il potassio e le fibre alimentari. Il potassio contribuisce a ridurre l’escrezione urinaria di calcio, mentre le fibre insolubili contribuiscono a ridurre l’assorbimento del calcio nell’intestino, e quindi il tasso di calcio presente nelle urine.

7) Prestare attenzione agli integratori di vitamine e minerali

Alcuni integratori possono favorire la formazione di calcoli renali. Ad esempio, quando la vitamina C è presente in quantità eccessiva si trasforma in ossalati, aumentandone così la produzione urinaria. Consultate il vostro medico o un nutrizionista per capire quali integratori potete assumere, e quali invece dovete evitare.


Fonti

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Autori

Kathryn Adel

Kathryn Adel

Kathryn è titolare di una laurea in kinesiologia e una in alimentazione, e di un master in alimentazione sportiva. È membro dell’OPDQ e dell’Academy of Nutrition and Dietetics. Atleta di mezzofondo, ha corso per la squadra olimpica di Montréal e il Rouge et Or. Kathryn è specializzata in alimentazione sportiva, perdita di peso, diabete, salute cardiovascolare e gastrointestinale. Kathryn ha molta esperienza con l’approccio FODMAP e ha completato la certificazione dell’Università Monash.

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