Questa realtà rimette in discussione gli approcci che si concentrano esclusivamente sul contenuto totale di potassio, senza considerare la fonte, la biodisponibilità e il grado di lavorazione degli alimenti. Per identificare queste fonti nascoste di potassio, è utile consultare l’elenco degli ingredienti: gli additivi contenenti potassio spesso si presentano come fosfato di potassio, acetato, bicarbonato, lattato o cloruro.
Contrariamente a quanto si crede, le diete ricche di alimenti di origine vegetale, tra cui frutta, verdura e legumi, non sono state costantemente associate a un aumento del potassio nel sangue nelle persone con MRC moderata (generalmente fino allo stadio 3 e talvolta 4). Questi tipi di diete sono anche associati a un migliore equilibrio acido-base, a un maggiore apporto di fibre e a movimenti intestinali più regolari. Insieme, questi fattori possono aiutare l’organismo a gestire meglio il potassio, anche in presenza di una ridotta funzionalità renale. Queste osservazioni suggeriscono che il contesto dietetico generale potrebbe essere più importante della semplice quantità di potassio assunta.
Ciò non significa negare l’importanza clinica dell’iperkaliemia o mettere in discussione la necessità di una restrizione di potassio in determinate situazioni. Tuttavia, i dati attuali indicano che una restrizione sistematica, applicata precocemente e senza una personalizzazione personalizzata, può portare a un declino della qualità nutrizionale complessiva e a una riduzione dell’assunzione di nutrienti essenziali, in particolare le fibre.
La letteratura recente richiede quindi un approccio più articolato, riconoscendo la complessità della gestione del potassio nella malattia renale cronica e la necessità di competenze nutrizionali per adattare le raccomandazioni al contesto clinico reale.
Alla luce dei dati recenti, il ruolo del potassio nella gestione della malattia renale cronica appare più complesso di quanto si pensasse in precedenza. Sebbene l’iperkaliemia rimanga una complicanza grave, non può essere spiegata esclusivamente dalla dieta. Le fonti di potassio, il grado di lavorazione degli alimenti e la dieta in generale svolgono un ruolo centrale nell’equilibrio del potassio. Riconsiderare la restrizione del potassio significa riconoscere la necessità di un approccio personalizzato, cauto e basato sull’evidenza, piuttosto che di restrizioni dietetiche generalizzate.
Per saperne di più sull’insufficienza renale, leggete il nostro articolo Insufficienza renale cronica e alimentazione.
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