Raccomandazioni alimentari per la SIBO

1 dicembre, 2021 , ,

La SIBO (Small Intestinal Bacterial Overgrowth) è un aumento del numero di batteri nell’intestino tenue che normalmente si trovano in gran quantità nel colon, che dà luogo a un’eccessiva fermentazione, infiammazione e malassorbimento. Si tratta di una disbiosi intestinale, ossia di un’alterazione dell’equilibrio dei batteri nel sistema digestivo.

I batteri intestinali sono molto importanti per la salute. Contribuiscono a sostenere la digestione, la salute immunitaria e la produzione di alcuni nutrienti. Tuttavia, se troppi batteri del colon e/o il tipo “sbagliato” di batteri migrano nell’intestino tenue, possono causare diversi problemi. Quando questi batteri si moltiplicano nell’intestino tenue producono dei gas (idrogeno o metano) che possono causare una varietà di sintomi digestivi (mal di stomaco, gonfiore, gas, stitichezza, sazietà precoce, nausea, diarrea, urgenza di andare di corpo, alternanza di diarrea e stitichezza, ecc.), ma anche sintomi sistemici (stanchezza, cervello annebbiato dopo i pasti, perdita o aumento di peso, eczema, dolori articolari, mal di testa, afte, depressione, ecc.) La SIBO può influenzare il funzionamento del sistema digestivo alterando il rivestimento intestinale che impedisce ai batteri cattivi e al cibo non digerito di entrare inavvertitamente nel flusso sanguigno. Ciò può causare un aumento dell’infiammazione, portare al malassorbimento di nutrienti e grassi, e quindi creare carenze di nutrienti, tra cui la vitamina B12 e le vitamine liposolubili (A,D,E,K).

Leggendo l’elenco dei sintomi chiunque potrebbe pensare di avere la SIBO, perché questi sintomi sono purtroppo molto generici, e possono essere causati da molte altre condizioni di salute. Inoltre i sintomi digestivi della SIBO assomigliano molto a quelli della sindrome del colon irritabile, e ciò ne rende difficile la delineazione diagnostica. Senza contare anche tutta la pseudoscienza presente su Internet riguardo alla SIBO, che purtroppo trae in inganno molte persone convincendole a pagare grosse somme di denaro per acquistare integratori o provare diete molto restrittive. La ricerca sulla SIBO è aumentata negli ultimi anni, ma c’è ancora molto da imparare. Le seguenti informazioni sono basate sugli ultimi dati scientifici.

Cause della SIBO

È importante capire che la SIBO non è una malattia a sé stante, ma piuttosto una conseguenza di un problema sottostante. L’insorgenza della SIBO può derivare da una serie di malattie o condizioni, tra cui pancreatite cronica, abuso di alcol, diabete, intossicazione alimentare, sclerodermia, diverticolite, celiachia, malattia infiammatoria intestinale, stitichezza e sindrome del colon irritabile (SCI). La prevalenza di SCI è più alta nelle persone con SIBO. Infatti, si stima che la SIBO colpisca fino al 78% delle persone affette da SCI, contro circa il 9% della popolazione generale. 

Una causa comune della SIBO è un disturbo della motilità intestinale, in altre parole un transito lento. La gastroparesi, alcuni farmaci come i narcotici, così come la chirurgia gastrointestinale (ad esempio la chirurgia bariatrica, la colectomia o altre resezioni intestinali) sono alcuni dei fattori che possono contribuire a movimenti intestinali lenti e portare alla SIBO.

L’acidità gastrica gioca un ruolo importante nel prevenire la crescita dei batteri nel tratto gastrointestinale superiore. I pazienti con ipocloridria o acloridria conseguente a gastrite autoimmune o gastrectomia sono a maggior rischio di SIBO. È stato anche suggerito che l’uso frequente di inibitori della pompa protonica (PPI) possa contribuire all’insorgere della SIBO, ma gli studi su questo argomento sono controversi.

Tipi di SIBO e diagnosi

Esistono 3 tipi di SIBO :

  • La SIBO legata all’eccesso di idrogeno prodotto dai batteri
  • Un eccesso di idrogeno solforato prodotto dai batteri
  • Un eccesso di metano prodotto dai batteri archea (in inglese IMO: Intestinal Methanogen Overgrowth)

I primi due tipi tendono a causare diarrea, mentre il terzo tipo provoca stitichezza.

La SIBO viene diagnosticata con un test di respirazione che permette di analizzare i gas esalati dal paziente dopo l’ingestione di glucosio o lattulosio. Questi test tuttavia hanno una bassa sensibilità e specificità. A livello pratico, la maggior parte dei medici sceglie il test col glucosio, perché è più probabile che sottostimi i risultati, mentre il lattulosio è più probabile che causi falsi positivi.

Il North American Consensus pubblicato nel 2017 fornisce un protocollo standardizzato sulle indicazioni, la preparazione, l’esecuzione e l’interpretazione dei test del respiro per la SIBO. Il criterio di consenso per diagnosticare la SIBO è un aumento di idrogeno maggiore o uguale a 20 ppm in 90 minuti. È anche importante testare l’idrogeno solforato e la produzione di metano per diagnosticare altri tipi di SIBO. Ecco alcune linee guida da seguire per prepararsi a un test del respiro SIBO:

  • Non assumere antibiotici a partire da quattro settimane prima del test
  • Smettere di prendere lassativi, probiotici e agenti procinetici una settimana prima del test
  • Evitare i carboidrati complessi (amidi) 24 ore prima del test
  • Evitare di mangiare 8-12 ore prima del test (il test deve essere eseguito a digiuno)

Va notato che è in fase di sviluppo un nuovo tipo di test che utilizza una capsula ingerita per via orale, che permette la misurazione in vivo di idrogeno e anidride carbonica dopo l’ingestione di un pasto ad alto contenuto di carboidrati, e potrebbe essere un’interessante alternativa ai test di respirazione.

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Autori

Kathryn Adel
Kathryn è titolare di una laurea in kinesiologia e una in alimentazione, e di un master in alimentazione sportiva. È membro dell’OPDQ e dell’Academy of Nutrition and Dietetics. Atleta di mezzofondo, ha corso per la squadra olimpica di Montréal e il Rouge et Or. Kathryn è specializzata in alimentazione sportiva, perdita di peso, diabete, salute cardiovascolare e gastrointestinale. Kathryn ha molta esperienza con l'approccio FODMAP e ha completato la certificazione dell'Università Monash.

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