Bevande analcoliche: un’opzione salutare?

22 giugno, 2026 ,

Viceversa, è preferibile limitare:

  • cocktail molto dolci pronti da bere;
  • bevande contenenti elevate quantità di sciroppi o succhi concentrati;
  • prodotti “analcolici” consumati come sostituto quotidiano delle bevande analcoliche.

Come regola generale, è meglio privilegiare le bevande che contengono, idealmente, meno del 5-10% del Valore Giornaliero (% DV) di zuccheri per porzione e limitare i prodotti che ne contengono il 15% o più.

In sintesi

Le bevande analcoliche riducono i rischi associati al consumo di alcol. Tuttavia, l’assenza di alcol non è automaticamente sinonimo di “prodotto buono per la salute”. Come accade per molti prodotti trasformati, la qualità nutrizionale varia notevolmente da un prodotto all’altro. Alcune bevande contengono quantità elevate di zuccheri aggiunti, mentre altre utilizzano edulcoranti o hanno un basso contenuto di zuccheri. L’approccio ideale richiede quindi una certa attenzione: ridurre l’assunzione di alcol è benefico, ma è necessario valutare anche il profilo nutrizionale delle alternative.

Fonti

Canadian Centre on Substance Use and Addiction. Canada’s Guidance on Alcohol and Health. 2023.

World Health Organization. No level of alcohol consumption is safe for our health. 2023.

Bowdring MA, et al. Advising patients on the use of non-alcoholic beverages that mirror alcohol: a review for healthcare providers. 2024.

Cleveland Clinic. Healthy Nonalcoholic Drink Options. 2024.

Catarino M, et al. Techniques for dealcoholization of wines and their impact on wine quality. Foods. 2021;10(12):3184.

Diabetes Canada Clinical Practice Guidelines Expert Committee. Diabetes Canada 2023 Clinical Practice Guidelines.

Malik VS, Popkin BM, Bray GA, et al. Sugar-sweetened beverages and risk of metabolic syndrome and type 2 diabetes. Diabetes Care. 2010;33(11):2477-2483.

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Autori

Lyna Hammouch
Dietista-nutrizionista, Lyna si è laureata presso la McGill University ed è membro dell'ODNQ dal 2020. Negli ultimi anni ha maturato una vasta esperienza clinica, che ha alimentato il suo interesse per la nutrizione basata sulla scienza, ma pensata per essere compresa e applicata in situazioni di vita reale. Sempre con un bicchiere di tè alla menta in mano, le piace rendere chiari e accessibili i concetti nutrizionali complessi. È particolarmente interessata allo sviluppo di strumenti e progetti che abbiano un impatto positivo su larga scala, promuovendo scelte alimentari consapevoli e sostenibili.

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