Junk food vegano: meglio di no

13 marzo, 2020 , , ,

Sempre più persone eliminano dalla loro alimentazione i prodotti di origine animale (carne, pesce, uova, latticini) per rivolgersi all’alimentazione detta vegana, più rispettosa dell’ambiente e degli animali, e considerata essere più salutare e meno costosa. Bisogna però fare attenzione a non cadere nella trappola del cibo vegano preconfezionato, perché non offre grandi benefici.

Non è certo una novità: gli alimenti ultra-lavorati nuocciono alla nostra salute. Numerosi studi hanno dimostrato un legame tra il consumo di prodotti ultra-lavorati e obesità, diabete e ipertensione arteriosa, oltre all’aumento del rischio di malattie cardiovascolari e di cancro. Questi dati non ci devono sorprendere, considerando che questi alimenti sono ricchi di sale, zucchero, grassi, additivi e conservanti, mentre sono poveri di fibre. È davvero scoraggiante sapere che in numerosi paesi questi cibi rappresentano quasi la metà dell’apporto calorico.

Dal momento che il veganismo e il vegetarianismo stanno acquistando sempre più popolarità a livello mondiale, non stupisce che gli industriali propongano sempre più prodotti rivolti a questi consumatori, al fine di offrire loro delle alternative. E non manca certo la scelta di prodotti vegani ultra-lavorati:

  • la finta carne come “beyond meat”, resa famosa da una nota catena di fast food, o le finte cotolette di pollo,
  • i gelati a base di bevande vegetali, che contengono altrettanto zucchero dei loro corrispettivi a base di latte,
  • gli yogurt zuccherati a base di cocco, mandorle o soia,
  • i finti formaggi, composti per la massima parte da olio di cocco ricco di grassi saturi, di cui bisogna limitare il consumo,
  • senza parlare di dolci, biscotti, cereali per la colazione, pizze e patatine fritte.

Se avete a cuore la vostra salute e desiderate adottare un’alimentazione basata sui vegetali, state alla larga da questi prodotti, e ricordate che i vantaggi di questo tipo di alimentazione sono legati al consumo di alimenti poco lavorati come verdure, frutta, legumi, cereali integrali, noci e semi. In effetti, un’alimentazione costituita prevalentemente da vegetali può permettere di ridurre il rischio di soffrire di alcune malattie croniche, come le malattie cardiovascolari, il diabete di tipo 2 e alcuni tipi di cancro.

Adesso dovrebbe essere chiaro: essere vegani va bene, ma non bisogna agire a casaccio!

Secondo la posizione ufficiale dell’Academy of Nutrition and Dietetics (che è la principale organizzazione dei professionisti dell’alimentazione e della nutrizione degli Stati Uniti) “le diete vegetariane e vegane equilibrate sono adatte alle persone di ogni età, incluse le fasi di gravidanza e allattamento, durante la prima infanzia, l’infanzia, l’adolescenza, la vecchiaia e anche per gli atleti”. Perciò, per aiutarvi a compiere questa transizione in modo corretto, soddisfacendo i vostri fabbisogni nutrizionali, vi invito a leggere questi articoli:

Voglio ricordarvi che la regola aurea è sempre quella di cucinare i vostri piatti. Questa è una regola di base sempre valida, sia che basiate la vostra alimentazione principalmente sui vegetali o meno.

Se temete di non avere idee a sufficienza, o di non riuscire a soddisfare appieno i vostri fabbisogni nutrizionali, SOSCuisine vi propone dei menu vegetariani e vegani, e vi offre la possibilità di incontrare una delle nostre nutrizioniste, che sarà felice di accompagnarvi nel corso di questo cambiamento.


Fonti

  • Coeur+AVC. Les aliments ultra-transformés et les moyens de les éviter. Consulté le 24 février 2020. https://www.coeuretavc.ca/articles/que-sont-les-aliments-ultra-transformes
  • Monteiro, Carlos A., et al. “NOVA. The star shines bright.” World Nutrition1-3 (2016): 28-38.
  • Srour, Bernard, et al. “Ultra-processed food intake and risk of cardiovascular disease: prospective cohort study (NutriNet-Santé).” bmj 365 (2019): l1451.
  • Fiolet, Thibault, et al. “Consumption of ultra-processed foods and cancer risk: results from NutriNet-Santé prospective cohort.” bmj 360 (2018): k322.
  • Juul, Filippa, et al. “Ultra-processed food consumption and excess weight among US adults.” British Journal of Nutrition1 (2018): 90-100.
  • Mendonça, Raquel de Deus, et al. “Ultraprocessed food consumption and risk of overweight and obesity: the University of Navarra Follow-Up (SUN) cohort study.” The American journal of clinical nutrition5 (2016): 1433-1440.
  • Martins, Ana Paula Bortoletto, et al. “Increased contribution of ultra-processed food products in the Brazilian diet (1987-2009).” Revista de saude publica 47 (2013): 656-665.
  • Monteiro, Carlos Augusto, et al. “Increasing consumption of ultra-processed foods and likely impact on human health: evidence from Brazil.” Public health nutrition1 (2010): 5-13.
  • Pereira, Mark A., et al. “Fast-food habits, weight gain, and insulin resistance (the CARDIA study): 15-year prospective analysis.” The lancet9453 (2005): 36-42.
  • Institut national de santé publique du Québec (INSPQ). L’achat d’aliments ultra-transformés en supermarchés et magasins à grande surface au Québec. Octobre 2018. https://www.inspq.qc.ca/sites/default/files/publications/2487_achat_aliments_ultra_transformes.pdf
  • Moubarac, J.-C., et M. Batal. La consommation d’aliments transformés et la qualité de l’alimentation au Québec, TRANSNUT, Université de Montréal. 2016. https://nutrition.umontreal.ca/wp-content/uploads/sites/45/2017/02/RapportMSSS2016-10-19.pdf
  • Melina, Vesanto, Winston Craig, and Susan Levin. “Position of the academy of nutrition and dietetics: vegetarian diets.” Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics12 (2016): 1970-1980.
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Autori

Jennifer Morzier

Jennifer Morzier

Dietista-Nutrizionista membro dell’Albo professionale dei dietisti-nutrizonisti del Québec (OPDQ) , Jennifer è specializzata sia in nutrizione sportiva che in problematiche gastrointestinali, tra cui la dieta FODMAP. Jennifer propone una visione semplice, efficace e pratica riguardo la pianificazione dei pasti quotidiani.

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