Tutto quello che c’è da sapere sull’intolleranza all’istamina

19 agosto, 2020 ,

L’istamina è un composto chimico derivato dall’amminoacido istidina. È nota per il suo ruolo nella risposta immunitaria dell’organismo alle proteine estranee, in particolare nella risposta allergica. Durante una reazione allergica gli anticorpi provocano il rilascio di istamina, che può scatenare una cascata di reazioni infiammatorie e causare vari sintomi. Nella vita di tutti i giorni piccole quantità di istamina aiutano a regolare le funzioni in tutto il corpo. L’istamina è prodotta dai globuli bianchi del corpo chiamati mastociti, ma è anche naturalmente presente in molti alimenti. La quantità di istamina negli alimenti può essere inerente all’alimento o dipendere da fattori esterni come la fase di maturazione, la conservazione, il metodo di lavorazione e l’origine.

Intolleranza all’istamina

L’intolleranza all’istamina può manifestarsi quando il corpo produce più istamina di quanta ne riesca a scomporre. Alcune ipotesi suggeriscono che l’intolleranza all’istamina possa essere causata da una carenza o da una ridotta attività dell’enzima diammina ossidasi (DAO), che aiuta a scomporre l’istamina nell’organismo, oppure da una maggiore produzione di istamina endogena, o da una predisposizione genetica. Se per qualsiasi motivo i livelli di istamina nel corpo sono elevati, mangiare cibi ricchi di istamina può scatenare una varietà di sintomi che variano da persona a persona. È da notare che anche l’assunzione di alcuni farmaci può influenzare il livello di istamina nel corpo.

Come capire se si soffre di intolleranza all’istamina?

Proprio come le persone che soffrono di intolleranza ai FODMAP*, chi soffre di intolleranza all’istamina può manifestare dei sintomi digestivi (mal di stomaco, gonfiore, diarrea, stitichezza, reflusso, dolori addominali, ulcere della bocca, nausea, vomito). Tuttavia, a differenza dell’intolleranza ai FODMAP, l’intolleranza all’istamina è solitamente accompagnata anche da sintomi non digestivi, che possono includere un restringimento della gola o del torace, palpitazioni cardiache, emicrania, vertigini, capogiri, dolori articolari o muscolari, vampate di calore, prurito, orticaria o eczema, affaticamento, depressione e congestione nasale. I sintomi possono essere molto diversi da persona a persona. In genere i sintomi possono manifestarsi immediatamente dopo aver mangiato un alimento scatenante, oppure più tardi (da due a quattro ore dopo). In certi casi i sintomi possono variare con le stagioni dell’anno. L’assunzione di antistaminici può aiutare a ridurre i sintomi legati all’intolleranza all’istamina. Poiché l’intolleranza alimentare non comporta la risposta immunitaria dell’organismo, un test allergico non è in grado di diagnosticare l’intolleranza all’istamina. Ad ogni modo è importante consultare un allergologo per escludere la presenza di un’allergia alimentare o di un’allergia a qualsiasi sostanza che potrebbe essere la causa dei sintomi. L’unico modo per identificare l’intolleranza all’istamina è seguire una dieta specifica di eliminazione. La misurazione dei livelli ematici dell’enzima DAO può inoltre aiutare a identificare l’intolleranza all’istamina. Va notato che alcune persone possono essere intolleranti ad altri composti chimici presenti negli alimenti come solfiti, salicilati e glutammati. Il Royal Prince Alfred Hospital (RPAH) di Sydney, Australia, ha stabilito un protocollo per identificare l’intolleranza ad alcune sostanze chimiche negli alimenti.

Dieta povera di istamina

Una dieta di eliminazione dell’istamina consiste nell’eliminare temporaneamente le principali fonti alimentari di istamina. Inizialmente si raccomanda di eliminare solo gli alimenti più ricchi di istamina, ossia pesce e frutti di mare, tra cui tonno e gamberi in scatola, salsa di pesce e cibi fermentati (sottaceti, crauti, salsa di soia, tempeh, miso, kefir, Kombucha, birra, vino, ecc.) Questo a volte può essere sufficiente, e permette di evitare di dover adottare una dieta molto restrittiva. Successivamente è sempre possibile eliminare altri alimenti qualora fosse necessario. L’elenco seguente mostra le principali fonti alimentari di istamina. Se si produce un miglioramento dei sintomi con una dieta povera d’istamina si procede a reintrodurre ogni alimento uno alla volta, così da identificare più accuratamente quello o quelli che stanno causando i sintomi, dal momento che gli alimenti scatenanti variano molto da persona a persona.

Come accennato in precedenza, la quantità di istamina in un singolo alimento può variare notevolmente a seconda di un’ampia gamma di fattori esterni, tra cui la conservazione e la freschezza del cibo. Inoltre la tolleranza di un individuo a un alimento ricco di istamina può variare di volta in volta a seconda del livello di istamina già presente nell’organismo. Alcune persone ad esempio sono più sensibili agli alimenti ricchi di istamina nei periodi dell’anno in cui soffrono di allergie stagionali.

Per seguire una dieta a basso contenuto di istamina, abbonati al nostro servizio PREMIUM o VIP, specificando nella sezione ‘Preferenze alimentari’ del tuo profilo che vuoi escludere le principali fonti alimentari di istamina.

Fonti alimentari di istamina

1) Cibi naturalmente ricchi di istamina

  • Alimenti fermentati (Kombucha, sottaceti, crauti, salsa di soia, tempeh, miso, kefir)
  • Pesce in scatola o fresco (escluso il pesce appena pescato), frutti di mare e salsa di pesce
  • Spinaci
  • Melanzane
  • Pomodori
  • Ciliegie
  • Avocado
  • Soia e tutti i prodotti derivati
  • Lievito alimentare
  • Formaggi stagionati
  • Carni lavorate o stagionate (salumi, salsicce, pancetta, bistecche frollate, ecc.)
  • Yogurt
  • Condimenti che contengono aceto (condimenti per insalata, ketchup, senape, maionese, salsa barbecue, ecc.)
  • Carne o pollame avanzato e prodotti alimentari scaduti

2) Prodotti alimentari che possono rilasciare istamina

  • Agrumi
  • Fragole
  • Pesche, albicocche e prugne
  • Papaia
  • Ananas
  • Cioccolato
  • Liquirizia
  • Alcune spezie (cannella, chiodi di garofano, anice, noce moscata, curry in polvere, peperoncino in polvere)
  • Alimenti contenenti alcuni additivi (solfiti, BHA, BHT e coloranti, in particolare tartrazina)
  • L’alcol, in particolare il vino (soprattutto rosso) e la birra (l’alcol blocca la funzione dell’enzima che scompone l’istamina)

Non è consigliabile eliminare tutti questi alimenti a lungo termine, poiché ciò potrebbe portare a inutili restrizioni, carenze alimentari, un rapporto negativo con il cibo e una riduzione della qualità della vita. Se sospettate di avere un’intolleranza all’istamina dovreste consultare anche il vostro medico e una nutrizionista specializzata in salute gastrointestinale.

*I FODMAP sono dei glucidi che fermentano nell’intestino, in parte responsabili dei sintomi nelle persone che soffrono di colon irritabile. Per maggiori informazioni, leggete quest’articolo.


Fonti

  • Maintz et Novak (2007) Histamine and histamine intolerance. Am J Clin Nutr; 85:1185–96.
  • Music et coll. (2011) Serum diamine oxidase (DAO) activity as a diagnostic test for histamine intolerance. Clin Transl Allergy; 1(Suppl 1): P115.
  • Lackner et coll. (2019) Histamine-reduced Diet and Increase of Serum Diamine Oxidase Correlating to Diet Compliance in Histamine Intolerance. Eur J Clin Nutr; 73(1):102-104.
  • San Mauro Martin, Brachero et Garicano Vilar (2016) Histamine intolerance and dietary management: A complete review. Allergol Immunopathol (Madr); 44(5):475-483
  • Communauté d’intérêts Suisse de l’intolérance à l’histamine (SIGHI). Informations sur l’histaminose / intolérance à l’histamine, pour les personnes concernées et les professionnels de la santé. Dernière mise à jour le 7 février 2019. https://www.histaminintoleranz.ch/fr/therapie_regimealimentaire.html
  • Kovacova-Hanuskova et coll. (2015) Histamine, histamine intoxication and intolerance. Allergol Immunopathol (Madr); 43(5):498-506.
The following two tabs change content below.

Autori

Kathryn Adel

Kathryn Adel

Kathryn è titolare di una laurea in kinesiologia e una in alimentazione, e di un master in alimentazione sportiva. È membro dell’OPDQ e dell’Academy of Nutrition and Dietetics. Atleta di mezzofondo, ha corso per la squadra olimpica di Montréal e il Rouge et Or. Kathryn è specializzata in alimentazione sportiva, perdita di peso, diabete, salute cardiovascolare e gastrointestinale. Kathryn ha molta esperienza con l’approccio FODMAP e ha completato la certificazione dell’Università Monash.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

La nostra newsletter settimanale include:

  • Il tuo nuovo menu
  • Ricette e consigli su come mangiare sano
  • Ogni tanto, promozioni su prodotti e servizi di SOSCuisine e alcuni partner di fiducia
  • Ogni tanto, inviti ad aiutare la ricerca scientifica, rispondendo a sondaggi o participando a studi
  • Il tuo indirizzo email non sarà mai trasmesso a terzi e potrai ritirare il tuo consenso in qualsiasi momento.
SOSCuisine, 3470 Stanley, bureau 1605, Montréal, QC, H3A 1R9, Canada.